UNA ODISSEA NEL DESERTO...

Una spedizione piena di guai dal 19 aprile al 2 maggio 2008

Anche quest'anno il Sahara Club ha organizzato l'oramai consueto raid nelle sabbie dell'erg tunisino, nel periodo che va da 19 aprile al 2 maggio. In realtà solo tre auto erano del club, mentre le altre sei erano ospiti provenienti dalla Sicilia e dalla Calabria.
Mai come quest'anno il raid è stato funestato da innumerevoli guasti e problemi, tanto da renderlo una vera odissea, ma, così come la vera opera epica, ha avuto un epilogo positivo ed è stato una valida occasione per fare esperienze forti e capire tante cose del deserto e degli uomini.

 

Il percorso




 

Le tracce e i waypoint


Le tracce: Il percorso ricavato dalle tracce reali in formato Ozi Explorer

I Waypoint: I waypoint in formato Ozi Explorer

 

La storia

Sabato 19 aprile

Quelli del gruppo ragusano, Fausto con Lorella, Enzo, Nello con Adriano ed Enrico con Tano ci troviamo al bar Brushè, e con il solito ritardo endemico partiamo alla volta di Palermo. Nel frattempo Miro con Rocco e Sandro con Giuseppe partono dalla Calabria e Franco con Graziella e Nuccio con Anna partono da Catania. Mario, Mike e Raffaele invece non partono affatto e ci aspettano comodamente a Palermo.
Già durante il viaggio verso la nave si avvertono le prime avvisaglie di quella che sarà la sequela di eventi che avrebbero caratterizzato la vacanza: Sull'autostrada per Palermo, Enzo, con fare trafelato ci avverte che sente un forte rumore alla ruota anteriore sinistra: caz..., neanche il tempo di partire!!! Finalmente riusciamo a trovare un specie di piazzola di sosta (chi si vuole fermare sulla CT-PA è perduto!) ed Enzo si stende sotto la macchina: era solo un pezzo di plastica che strisciava sul copertone, ma non sapevamo ancora che questo era solo un avviso: non sentivamo la voce che diceva: tornateeee, ..... tornateee a casaaaaa!
Finalmente a Palermo espletiamo le solite pratiche burocratiche e saliamo sulla nave. Siamo quasi pronti per partire, ma ci guardiamo e .... manca Mario! Mario che doveva fare un lungo viaggio da ... Palermo, ancora non si vedeva. E' salito, comunque, sulla nave facendo un salto con la macchina sul portellone che si stava chiudendo ed è riuscito in extremis a riunirsi al gruppo.


Prime avvisaglie

Problema risolto

Aiutaci tu!

Chissà che sarà?

Con chi parla?

Domenica 20 aprile

Dopo una bella dormita arriviamo a Tunisi e ci apprestiamo a scendere dalla nave. Franco prende qualcosa da portellone posteriore del suo Toyota e lo chiude con delicatezza: CRASHHHH! L'intero vetro posteriore va in mille pezzi distribuendosi equamente sul pavimento della nave: tornateeee, ..... tornateee a casaaaaa!
All'uscita del porto abbiamo riparato il vetro con un bel telo trasparente e finalmente, montate le radio (assolutamente vietate alla frontiera, ma assolutamente obbligatorie per avere i permessi per il deserto), e dopo aver incontrato a Tunisi Lorenzo ed Emanuele con i loro amici che andavano in Libia, siamo partiti verso il profondo sud.
Solita strada per Kairouan, dove abbiamo dematerializzato il solito crastone (“pecora” per gli italiani) solite foto di Lorella a tutte le pecore incontrate lungo la strada, fino a Gabes, alla deviazione che va verso El Hamma. Miro ci avverte per radio che sente uno strano rumore su una ruota anteriore del suo GR, ed intanto noi lo vediamo zig-zagare sulla strada: ci fermiamo per controllare la situazione e vediamo che la ruota, i cui dadi probabilmente non erano stati serrati con la dovuta cura, si era mangiati tutti i prigionieri, facendoli diventare simili a dei birilli da bowling. Proviamo a serrarli, sperando di arrivare almeno a Douz, ma si spezzano come se fossero di plastica. Ovviamente non si poteva andare avanti, e l'unica possibilità era quella di cercare un meccanico o un carro attrezzi che ci portasse fino a destinazione. Così io (Fausto) e Nuccio andiamo a Gabes alla ricerca di un meccanico, confidando nel fatto che in Tunisia, paese islamico, la domenica non significa niente: errore, tutto chiuso (le abitudini occidentali si prendono subito, quando conviene) e quindi l'unica alternativa era il carro attrezzi. Abbiamo chiesto ad un gentilissimo poliziotto che lo ha chiamato per telefono e siamo rimasti, tutti contenti, in attesa del suo arrivo. Non vi dico la sorpresa quando abbiamo visto arrivare un coso, scalercio e distrutto, che avrebbe avuto bisogno a sua volta di un carro attrezzi per muoversi, e sul quale noi non avremmo caricato neanche un motorino (tornateeee, ..... tornateee a casaaaaa!). Comunque, come si dice da queste parti, chista era a zita, e lo abbiamo scortato fino alla macchina. Issare il GR su quel coso non è stato semplice (non aveva neanche il verricello) e alla velocità di 50 all'ora, con le molle del camion a fine corsa e con il GR piegato a 30 gradi verso destra, che sembrava cadere ad ogni curva a sinistra abbiamo raggiunto in serata (tarda serata) il Mouradi a Douz. Soliti convenevoli con Salem incontrato al rifornimento e poi a cena a ristabilire il giusto livello di crastonina nel sangue.


Primi guai

Primi guai

Incontri a Tunisi

A rina nte naschi

Le cicogne!

Tipico carico tunisino

Il primo crastone

Il primo crastone

Il primo crastone

Rifornimento

Prigionieri ... liberati

E ora?

Arrivano i soccorsi

Chi aiuta il soccorso?

Non proprio convinto!

Lunedì 21 aprile

Mentre ci alziamo con comodo, i meccanici, chiamati da Salem, hanno montato i prigionieri nuovi (nuovi, si fa per dire) sulla ruota di Miro e siamo pronti per andare a fare rifornimento. Abbiamo riempito tutto il riempibile, e poi via in piazzetta ad aspettare Salem per la partenza.
Verso le dodici, come da manuale del perfetto esploratore (partire sempre poco prima dell'alba per approfittare delle ore più fresche della giornata), e dopo aver riunito tutti dai più disparati negozi del centro, siamo riusciti a partire, muovendoci verso El Faouar.
FINALMENTE SI INIZIA! SABBIA... A NOI! Percorriamo un tratto di pista e dopo qualche duna bassa (dove già Mario comincia a provare il piacere di poggiare il fondo della sua macchina sulla sabbia, ed è costretto a smontare i primi pezzi dai paraurti) incontriamo un pozzo con dei militari accampati. Ci fermiamo per il pranzo (punto PRANZO21) e cominciamo a prendere confidenza con il deserto. Dopo essere ripartiti, e dopo aver percorso una ventina di chilometri, abbiamo incontrato il pozzo BIR CHTOUA o BIR MED, dove stanchi dall'estenuante traversata ci siamo fermati per almeno un'ora a rifocillarci.
Non facciamo in tempo a ripartire, che dopo otto chilometri, Salem comincia a darci la prima delle innumerevoli lezioni di meccanica. Dovete sapere che Salem, per evitare che il gruppo si annoi, cerca di intrattenerlo con un corso pratico sulle riparazioni delle auto nel deserto. Per potere dare il massimo nella didattica, già da un anno viene con noi con una Toyota tenuta insieme dagli elastici, che noi non useremmo neanche per andare a comprare le sigarette all'angolo, in modo che, nell'arco del giro, si possano verificare tutti i guasti possibili, e si possa sperimentare insieme a ripararli. In questo caso, al punto SALEM-1, ha fatto esplodere una gomma, per poterla riparare insieme. C'è da dire, che visto che eravamo un po' duri ad imparare, nel corso del giro ha ripetuto innumerevoli volte questo esperimento, fino a quando non siamo diventati tutti degli esperti. Infine ancora sei chilometri fino al punto MARIO-1, dove Mario ha pensato bene di smontare il paraurti posteriore per evitare di lasciarlo da qualche parte nel deserto, ed altri due fino al punto NOTTE-21 dove abbiamo montato il campo.


Rifornimento

Rifornimento

Doni

Doni

Doni

Ciao bimbe

Miro

Si parte!

Gulp!

Arancini di Salem

Mario e Mike

Pistaa!!

Tipica foto di Lorella

Pistaa!!

Si inizia!

Palma solitaria

Dove vai Tano?

Il mitico

E' sempre Mario?

Bir Med

Appena comprata

Problemi?

Il mostro

La scavatrice

Il campo

Martedì 22 aprile

Smontiamo il campo e ripartiamo di buon mattino (alle 10.00) puntando verso il confine a Bir Znigra. Lungo il percorso ci fermiamo presso un pozzo (BIR NOUAR) dove troviamo un nomade con una bimba di circa tre anni che, appena ci vede, comincia a piangere a singhiozzi senza riuscire a fermarsi. E non si fermava nonostante le abbiamo regalato un sacco di giochi e di vestitini. Salem ci ha spiegato dopo che la bimba non aveva mai visto degli europei, e soprattutto delle macchine, e, considerandoci al pari di marziani, si era terrorizzata. Alla fine ha smesso di piangere quando è andata via insieme al suo asino ed alle sue caprette. Ancora un po' di sosta e poi via verso Bir Znigra, fino al punto NOMADI-1 dove abbiamo incontrato un grosso accampamento di nomadi algerini (a detta di Salem) che erano intenti a tosare le pecore. Si è vista subito la differenza con i nomadi tunisini, normalmente molto dignitosi e timidi. Non appena tirati fuori i sacchetti con i regali le donne, anziché aspettare che gli venissero donati, infilavano dentro le mani e ne svuotavano il contenuto. Pazienza, d'altra parte quelle cose le avevamo portate proprio per loro. Nel frattempo la nostra unità sanitaria mobile (Sandro e Miro) si occupavano di dare degli antibiotici ai bimbi dell'accampamento che si erano presi una strana febbre, e Salem parlava con il capo accampamento per chiedere informazioni. In effetti questi ci ha avvertito che a Bir Znigra aveva visto un accampamento di militari algerini, e quindi, date le difficoltà che si erano create tra Tunisia ed Algeria, per il rapimento dei due austriaci da parte, pare, di bande armate, vicino al confine, abbiamo pensato bene di evitare di arrivare fino al pozzo, e di restare molto all'interno del confine, dirigendoci verso Bir Romane. Lungo il tragitto Salem comincia ad aver problemi con il radiatore, che comincia a consumare litri di acqua, e ci dobbiamo fermare spesso per rabboccare (tornateeee, ..... tornateee a casaaaaa!) e tra un rabbocco e l'altro raggiungiamo il punto PRANZO-22 dove montiamo il telo per la sosta di mezzogiorno.
Dopo la siesta, verso le 16.00 siamo ripartiti alla volta del confine e poco dopo abbiamo incontrato un altro gruppo di nomadi, composto da poche persone e da alcuni cani di una magrezza impressionante. Ci siamo fermati e Salem ha chiesto informazioni sulla nostra destinazione in frontiera, mentre Lorella e gli altri cercavano di sfamare i poveri cani, immaginando che questi venivano tenuti a stecchetto dai loro ingrati padroni. In realtà abbiamo saputo dopo che erano magri perché erano simili a levrieri, e che essendo preziosi per i loro padroni, che li utilizzavano per la caccia alle gazzelle, venivano da questi nutriti con maggiori cure di quanto riservato ai propri figli. Saputo che in frontiera non c'erano militari algerini ci siamo incamminati, anche se per poco, visto che Salem, ha pensato bene di farci un'altra lezione di cambio-gomma-nel-deserto, facendo esplodere la sua anteriore sinistra.
Ancora qualche chilometro e su una duna (punto SALEM-3), in una posizione impossibile, Salem ha deciso di darci la terza lezione: distruzione di tutti i prigionieri di una ruota posteriore. Questa si che era una lezione difficile: la macchina in pendenza, tenuta ferma dal GR di Miro con il verricello, alzata con le binde, mentre si estraevano i prigionieri con mezzi di fortuna. Poiché era già tardi abbiamo deciso di fare il campo per la notte (NOTTE-22) e di aspettare che la ruota fosse riparata. (tornateeee, ..... tornateee a casaaaaa!)


Il campo

Il campo

Noi viaggiamo leggeri!

Divoratore di dune

Voglia di vivere

Fauna autoctona

Bir Nouar

Bimba in lacrime

Ciao a tutti

Ciao a tutti

Bellezza al pozzo

Bir Nouar

GRRRR

Acca v'asspettu

Birra nel deserto

OOOPP!!

SPLASHH!!

Fabbrica maglioni

Fabbrica maglioni

E questo cos'è?

Bimbi

A me un dentista!

Maternità

Bimbi

Ciao piccolo

A cosa giocano?

Anche noi!

Sabbie mobili

Osservatori neutrali

Toyota con Tanoyota

Nomadi con cani

Nomadi

Nomadi

Nomadi

Orecchini da passeggio

Bellissima

Stupenda

Cane da gazzelle

Dai che ce la fai!

Deserto

Deserto

Deserto

Ohh..issaaa!

Maestranze al lavoro

Meccanici al lavoro

Mercoledì 23 aprile

Poiché Salem era riuscito a riparare la ruota nel corso della serata precedente, siamo partiti normalmente al mattino, dirigendoci verso Bir Romane. Dopo circa cinque chilometri abbiamo raggiunto un ex campo di ricerca petrolifera ancora pieno di attrezzature e di ferraglie varie, abitato da un lucertolone di circa mezzo metro simile ad un piccolo varano. Dopo aver prelevato qualche souvenir, e dopo che Lorella ha documentato ogni macchiolina della livrea del piccolo abitante, siamo ripartiti per fermarci dopo un po' per la successiva lezione di Salem: come cambiare l'ennesima gomma esplosa, se hai finito quelle di scorta? Semplice, prendi quella di un altro! E la gomma di Enzo ha cambiato macchina (punto SALEM-4). (tornateeee, ..... tornateee a casaaaaa!) Naturalmente l'operazione è stata svolta nella posizione più scomoda possibile, e così, avendo perso un sacco di tempo, ci siamo fermati per il pranzo. (PRANZO-23)
Dopo pranzo siamo riusciti finalmente a fare un po' di chilometri, quasi senza intoppi, a parte i continui insabbiamenti di qualcuno ed il radiatore di Salem che nonostante il liquido turafalle era un vero colabrodo (tornateeee, ..... tornateee a casaaaaa!). Al punto SALEM-5 abbiamo deciso di fermarci e Franco, che già aveva avuto ampio modo di sfoggiare la sua attrezzatura degna di una officina, ha tirato fuori due saldatori a gas e, dopo aver smontato il radiatore, ha tentato di riparare i buchi che lo trapassavano. Data l'ora ci siamo fermati per la notte al punto NOTTE-23.


Ehh..oop!

Ehh...oop!

Ehh...oop!

SPLASHHH!

Il lucertolone

Il lucertolone

Al campo petrolifero

Al campo petrolifero

Al campo petrolifero

Verso l'infinito

Che c'è stavolta?

Scollinamenti a motore

Scollinamenti a spinta

Vengo anch'io!

Forzaa!

Che classe!

Sconfortati

Marinaio nel deserto

In attesa

In attesa

In attesa

In attesa

Si parte!

Il riposo dei guerrieri

Il riposo dei guerrieri

Il riposo dei guerrieri

Il riposo dei guerrieri

No comment

Strani effetti del vento

Tra le dune

Tra le dune

Bellezze del deserto

Vai Sandro!

Turisti nel deserto

Il deserto

Il deserto

Il deserto

Il deserto

Il deserto

Il campo

Ripariamo il radiatore

Ripariamo il radiatore

Ripariamo il radiatore

Compleanno di Enzo

Il campo

Giovedì 24 aprile

Al mattino siamo partiti verso il pozzo e finalmente verso le 10.00 abbiamo raggiunto Bir Romane. Ovviamente niente di particolare, un pozzo e due pali che segnano il confine, ma, si sa', non è la destinazione, ma il viaggio....
Abbiamo cercato di caricare quanta più acqua possibile per le necessità del radiatore assetato di Salem, e dopo le foto di rito abbiamo intrapreso velocemente il viaggio in direzione est per allontanarci al più presto dalla frontiera per evitare incontri pericolosi. Tutto bene, tra un rabbocco del radiatore di Salem ed una insabbiatura di Mario o Nuccio fino al punto PRANZO-24 dove Mike ha decorato il cielo azzurro del deserto con il suo aquilone multicolore.
Dopo pranzo, a circa due chilometri, Enzo ci avverte per radio che ha un problema con le marce: non riesce più a togliere le ridotte a causa di una botta presa su un gradone. Cerchiamo di sbloccarle, ma niente da fare: da quel momento ha dovuto guidare solo con le ridotte fino a Ragusa. (tornateeee, ..... tornateee a casaaaaa!). A sera abbiamo raggiunto il punto NOTTE-24 dove abbiamo montato il campo.


Cercando il passaggio

Cercando il passaggio

Formichina

Il deserto

Cercando il passaggio

Bir Romane

Bir Romane

Bir Romane

Bir Romane

Bir Romane

Bir Romane

Bir Romane

Bir Romane

Bir Romane

Bir Romane

Bir Romane

Bir Romane

Bir Romane

Bir Romane

Bir Romane

Un passaggio?

Controllo GPS

Il cammello solitario

L'albero solitario

Il Toyota solitario

Aquiloni

Aquiloni

Una briscola?

Appena rasato

Giuseppe, il crick umano

Il corpo vince la mente

Sci d'acqua

Non forzare!

Il deserto

Sabbie mobili

Ombre nel deserto

Spettacolare

Ehh..oop!

Ehh..oop!

Ehh..oop!

SPLASHHH!

Giochi con la sabbia

Giochi sulla sabbia

La sabbia

Radiatore colabrodo

Venerdì 25 aprile

Ci alziamo presto per recuperare un po' del tempo perduto e partiamo verso nord-est. La nostra meta è la sorgente di Ain Ouadette, anche se non pensiamo di raggiungerla in giornata. La sabbia è particolarmente morbida ed è difficile procedere speditamente. Occorre usare spesso sia i verricelli che le strops, e con una periodicità sempre maggiore si deve rabboccare il radiatore del Toyota di Salem. Riusciamo a percorrere solo 16 chilometri fino al punto PRANZO-25 dove ci fermiamo. Solite scatolette di rito e dopo pranzo ripartiamo verso la nostra meta. Lo scollinamento risultava alquanto difficile per via della sabbia morbida, e Nuccio ha infilato il suo Pajero V6 in un fosso da cui non riusciva ad uscire. Ci mettiamo dapprima a tirarlo in due con i verricelli, e poi Franco da solo, e durante questa operazione è avvenuta la TRAGEDIA. Franco che era venuto con un preparatissimo Toyota a cambio automatico, mentre tirava col verricello, ha avvertito un sinistro stridio di ingranaggi al ponte posteriore. Dopo aver aperto il differenziale, abbiamo potuto verificare che la coppia conica era andata, e che quindi la trazione posteriore era assolutamente inutilizzabile (ve l'avevo dettoooo che dovevate tornareeee, ..... tornateee a casaaaaa!).. Abbiamo richiamato gli altri che nel frattempo erano andati avanti ed abbiamo fatto il campo per la notte sul posto, cercando di decidere sul da farsi. Il problema si presentava serio: la zona in cui ci trovavamo era particolarmente ardua per un raggio di almeno trenta chilometri e non era sicuramente possibile affrontarla solo con la trazione anteriore, ed era improbabile riuscire a trainare l'auto senza provocare danni alle altre macchine del gruppo. Salem, che nel frattempo aveva dovuto lasciare la sua macchina a d un paio di chilometri per la rottura della pompa della frizione (punto SALEM-6), ha telefonato a tutti i ricambisti tunisini conosciuti, ma il pezzo non si riusciva a trovare, perché tra l'altro, essendo parte di un cambio automatico, era diverso da quello standard. L'unica soluzione possibile era quella di smontare del tutto il differenziale e portarlo a Douz per cercare qualcosa di compatibile. Abbiamo scelto le due macchine migliori, il Toyota di Nello e il Toyota di Enrico, che l'indomani all'alba sarebbero partite verso Douz per accompagnare Salem a cercare il pezzo, e con il cuore piccolo e la tensione a mille siamo andati a dormire.


No comment

Passaggio difficile

Passato!

Sabbie mobili

Chiacchiere

Qualche difficoltà?

Sciummicammu?

Profili classici

Vieni Sandro!

Vieni Mario!

Splendido

Dall'alto della duna

Graziella

Trazione umana

Trattore esausto

Franco e Graziella

Auto-rifornimento

Touareg

Anna

Touareg in guanti bianchi

Voglio il mare!

Guardone

Attento ai differenziali!

Invitato a cena

Bellissimo

 


Sabato 26 aprile

Quando ci siamo svegliati le due macchine erano già partite da un pezzo, e poiché non potevamo fare altro che aspettare, abbiamo deciso di prendercela comoda. Siamo rimasti sotto l'ombra del telo steso tra le macchine per tutta la giornata, chiacchierando e giocando a carte ed esplorando a piedi le dune circostanti.
La sera abbiamo festeggiato il compleanno di Raffaele con un splendida torta a base di pane del deserto e Nutella.
Nel frattempo le due auto erano arrivate a Douz nel pomeriggio ed avevano cercato ovunque dei pezzi compatibili, riuscendo a trovarne ben quattro. A sera avevano ripreso la marcia verso l'accampamento e si erano fermati a dormire all'inizio delle dune.


In attesa

In attesa

Manca il mare

Un ospite

In attesa

Il campo dall'alto

Panorama dall'alto

Panorama

Panorama

Panorama

Panorama

Panorama

Panorama

Panorama

Pane del deserto

Compleanno di Raffaele

Compleanno di Raffaele

Compleanno di Raffaele

Narghilè

Effetti del narghilè

Domenica 27 aprile

Ci svegliamo con calma in attesa dell'arrivo delle macchine da Douz attese per il primo pomeriggio. Invece verso l'ora di pranzo, con un notevole anticipo, è arrivata la macchina di Nello con Salem e Adriano, con a bordo i differenziali. Ci raccontano che l'altra macchina, con Enrico e Nello, è rimasta a circa 10 chilometri a nord (punto ENRICO) perché ha finito completamente la frizione, e ci aspetta per andarne a prendere una a Douz. Sembra che ci sia un altro grosso problema da risolvere ma Sandro, quale deus ex machina, tira fuori dal suo 4 Runner una frizione completa che si era portato come ricambio, e che era perfettamente compatibile con il Toyota di Enrico. Rincuorati dalla buona notizia (finalmente una!) cominciamo a provare i differenziali sulla macchina di Franco, e purtroppo dopo vari tentativi ci siamo dovuti arrendere all'evidenza: neanche uno era compatibile. Non era possibile riparare l'auto! Non restava che fare l'unica cosa che tutti in silenzio avevano valutato, ma che nessuno aveva voluto esprimere: occorreva lasciare l'auto per tornare a prenderla in seguito, dopo aver trovato il pezzo. Non è facile lasciare la propria auto nel deserto, qualunque fuoristradista lo sa perfettamente, non è facile tornarsene sui sedili posteriori di un'altra auto lasciando tutte le proprie cose incustodite, con il rischio di non trovare più nulla, e non è da tutti riuscire a farlo con il sorriso, anche se forzato, sulla bocca, ma Franco e Graziella sono riusciti a farlo, con grande dignità e spirito di collaborazione. Abbiamo liberato i sedili posteriori della macchina di Enzo (per fortuna non li aveva smontati) abbiamo distribuito i bagagli (quelli possibili) sulle altre macchine, abbiamo trasferito l'air-camping sulla macchina di Miro, abbiamo riparato in modo provvisorio la pompa della frizione della macchina di Salem e siamo ripartiti verso il punto in cui era ferma la macchina di Enrico, ma non siamo riusciti a raggiungerla poiché si era fatto tardi, ed abbiamo fatto il campo al punto NOTTE-27.


Attività ludiche

Attività ludiche

Arrivo di Adriano e Salem

I differenziali

La clinica

La ferita

Il corvo

Miro carica la tenda

Ospite non gradito

Cure dentarie

Lunedì 28 aprile

Ci alziamo prestissimo alla mattina e raggiungiamo l'auto di Enrico verso 8.00. Abbiamo verificato che la frizione di ricambio era realmente compatibile e per tutta la mattinata un numeroso gruppo di volontari si è ficcato sotto la macchina in un'orgia di corpi, attrezzi ed olio. Un elogio a tutti ed in particolare a Giuseppe che per la sua stazza ha avuto il ruolo di crick umano che ha svolto con capacità e professionalità.
All'ora di pranzo era già tutto riparato e siamo ripartiti verso nord, sicuri che ormai avevamo superato tutte le prove e che più nulla ci poteva accadere, quando, dopo appena quattro chilometri Salem ci da una ulteriore lezione (punto SALEM-7): riesce contemporaneamente a forare una gomma e a rompere nuovamente la pompa della frizione. Ripariamo il tutto, e ripartiamo per altri cinque chilometri fino al punto SALEM-8 dove la pompa della frizione non ne vuole più sapere e non si può più procedere. Decidiamo di fare il campo per la notte (NOTTE-28) mentre Franco e Salem cercano di riparare la frizione.


Bel passaggio

Teneri!

In attesa

Help

Panorama

Fantastico

Stupendo

La macchina di Enrico

Meccanico

Meccanici

Meccanici

Ospite assetata

Beve dal dito

Osservatori

Si parte!

Martedì 29 aprile

Ci svegliamo presto per avere il tempo di affrontare i problemi che ci perseguitano, e già avevamo creato i posti per Salem e Toumis sulle auto di Enzo ed Enrico, in modo da poter lasciare la macchina sul posto, quando vediamo Salem armeggiare sul motore della sua auto e dopo un po' lo vediamo mettersi alla guida e riuscire a partire. Miracolo! Cosa è successo? E' successo che Salem ci ha dato la lezione più grande di tutto il viaggio dimostrando grande capacità e spirito di adattamento: ha collegato il circuito dell'olio della frizione con il circuito della pompa del freno anteriore riuscendo in tal modo a staccare la frizione azionando il pedale del freno! Certo il metodo aveva parecchi difetti: frenare e cambiare contemporaneamente non era un'operazione semplice, ma questo accorgimento ci ha permesso di ripartire senza grossi problemi, a parte, ovviamente il radiatore che aveva bisogno di una autobotte appresso.
Procedendo in questo modo abbiamo raggiunto il promontorio di Djebil dove abbiamo rigonfiato le ruote ed abbiamo poi percorso la solita pista verso Douz passando per le torri del parco e per il Cafe du Parc e per il Cafe de la Port du Desert. La sera siamo riusciti a trovare posto al Mouradì e finalmente ci siamo potuti togliere i chili di sabbia che avevamo addosso.


Sulla via del ritorno

Panorama

Sulla via del ritorno

Sulla via del ritorno

Sulla via del ritorno

Ultima volta

Cammelli

Parco di Djebil

Cafe du desert

Verso Douz

Mercoledì 30 aprile

Ci svegliamo al mattino con due problemi da risolvere. Il primo era di carattere burocratico: occorreva trovare il modo di far uscire Franco dalla Tunisia senza la macchina. Infatti per le ferree regole Tunisine in fatto di importazione di auto sul territorio, non è possibile uscire dalla nazione senza la macchina con cui si è entrati, pena una cauzione pari al valore della stessa. Inoltre questo valore viene stabilito da tabelle della dogana, nelle quali il valore viene tenuto artificialmente alto. Il secondo problema da risolvere era il guasto al cambio della macchina di Enzo. Dopo aver interpellato sia la polizia turistica che la guardia nazionale, Franco e Salem sono andati alla dogana di Kebili e li, dopo non poche difficoltà, sono riusciti ad ottenere un permesso valido 30 giorni, trasmesso alla dogana di Tunisi, per andare in Italia, prendere il pezzo di ricambio e rientrare a recuperare la macchina. Enzo invece non è riuscito a risolvere il suo problema (si scoprirà poi in Italia che occorreva smontare tutto il cambio e non era un lavoro affrontabile da un meccanico di Douz) e si è trovato costretto a scegliere l'unica opzione possibile, ovvero fare tutta la strada di ritorno con le ridotte alla folle velocità di 40 all'ora.
Ci siamo così divisi in tre gruppi: un gruppo è andato avanti fino a Port El Kantoui per prendere in tempo le camere in albergo, un gruppo ha seguito Enzo per aiutarlo in caso di problemi meccanici, e Franco con Graziella sono andati con il taxi fino a Tunisi.


Domino a Douz

Foto da turisti

In piazzetta a Douz

Bellezze tunisine

Verso nord

Giovedì 1 maggio

La mattina ci fermiamo a Tunisi per il consueto giro nel suk, e poi in serata abbiamo finalmente preso la nave. Pensavamo di aver completato la serie delle sfighe di questo viaggio, ma la Grimaldi ha pensato bene di darci l'ultimo colpo. Siamo stati in fila davanti alla nave dalle 20.00 alle 01.00, ben 5 ore bloccati nelle macchine, senza neanche un bagno, in attesa che caricassero tutti i TIR e i container. Alla fine c'è stata una protesta generale, una specie di ammutinamento, e solo allora si sono resi conto che forse era meglio far salire le macchine, e poi proseguire con il carico. Grazie Grimaldi!


Verso Tunisi

Verso Tunisi

Ciao Tunisia

Ciao Tunisia

Al porto

Venerdì 2 maggio

Finalmente arriviamo a Palermo, scarichiamo l'air camping di Franco e i bagagli ed aspettiamo il figlio con il furgoncino che venga a prenderli. Ci salutiamo, tristi al pensiero della macchina lasciata nel deserto, ma speranzosi che tutto vada per il meglio e torniamo tutti a casa. Forse per la prima volta non pensavamo già al prossimo viaggio, ma solo ad arrivare a casa per riposarci da questa vacanza estenuante.


EPILOGO

Il 16 maggio Franco è ripartito per la Tunisia, e, accompagnato da due suoi amici e da Salem ha raggiunto il punto in cui aveva lasciato la macchina e ..... l'ha trovata perfettamente intatta e senza un graffio. Ha montato il differenziale e l'ha portata fuori dalla Tunisia: a volte i miracoli ... succedono!!!

 

Le fotografie

Le foto di Lorella e Fausto foto1 foto2 foto3 foto4 foto5 foto6 foto7 foto8

Le foto di Enrico e Tano foto

Le foto di Sandro e Giuseppe foto

Le foto di Enzo (in fase di pubblicazione)

Le foto di Raffaele foto1 foto2

Le foto di Nello e Adriano(in fase di pubblicazione)

Le foto di Miro e Rocco (in fase di pubblicazione)

Le foto di Mario e Mike (in fase di pubblicazione)

Le foto di Franco e Graziella foto

Le foto di Nuccio e Anna foto

 

I componenti della spedizione

Fausto e Lorella
Enrico e Tano
Sandro e Giuseppe
Enzo e Raffaele
Nello e Adriano
Miro e Rocco
Mario e Mike
Franco e Graziella
Nuccio e Anna
Salem e Toumis

www.saharaclub4x4ragusa.it