KSAR GHILAN - AIN OUADETTE - KSAR GHILAN

La gita delle famiglie dal 31 marzo al 12 aprile 2007

La storia

Sabato 31 marzo

Ci siamo ritrovati tutti al porto di Palermo alle ore 18 circa. La nave traghetto della Grimaldi Ferries è partita verso le 21 dopo aver espletato tutte le pratiche doganali. A bordo abbiamo cenato a sacco con “scacce e cassatine pasquali” e sebbene il mare fosse agitato, la notte è passata bene dormendo nelle comode cabine (commento di Enzo: mai più viaggerò di giorno)




Domenica 1 aprile

Senza colpo ferire, ci siamo risvegliati al porto di Tunisi sbarcando alle 8,30. Dopo il controllo dei passaporti e la dogana, alle 09.30 eravamo fuori dal porto e viaggiando verso Sud siamo arrivati nel pomeriggio a Matmata passando per Kairouan, Gabes (per strada abbiamo pranzato con i tipici paninazzi imbottiti con uovo fritto, arissa e molto altro). Dopo una breve visita, alle 18 circa, abbiamo ripreso il viaggio percorrendo, con l’aiuto del GPS, le piste che attraversano la zona montuosa e portano fino al deserto piatto. Con molta meraviglia abbiamo incrociato infine una pista asfaltata: la “ Pipe Line”.

Un po’ turbati per questa profanazione del deserto, riprendiamo la marcia e francamente non ci dispiace non subire i traumi e i tremori della pista. Prima di sera siamo arrivati a Ksar Ghilane ma data l’ora e a causa di un freddo venticello abbiamo rimandato il bagno nel laghetto all’indomani.


Lunedì 2 aprile

Risveglio, colazione, bagno e prove di guida su sabbia percorrendo le dune fino al Forte Romano. Dopo il pranzo a base di “brick” e insalata, sono arrivate le 2 guide per accompagnarci, nei 5 giorni successivi, nelle zone interne del Sahara Tunisino: si chiamano Mohamed (24 anni, vero fratello di Salem) e Ifah (50 anni circa), non parlano Italiano ma tentiamo di capirci in Francese.

Nel primo pomeriggio siamo partiti, direzione TIMBAIN, seguendo il Toyota pik-up (un po' scassato) delle guide, e dopo un primo tratto di Pista (passando dal Cafè Coca, chiuso) sono iniziate le Magiche Dune. Pochi Km prima di Timbain ci siamo fermati per passare il primo vero bivacco nel Deserto. Cena, fuoco e un bicchierino di Te caldo che solo sulla sabbia e sotto un celo stellato si può gustare pienamente prima di andare a dormire nelle tende. I 3 figli più grandi, invece, si attardavano a far casino fra le dune: beata giovinezza !!!


Martedì 3 aprile

Risvegliati da un sole debole e un po’ freddo, ma rifocillati da una buona colazione con pane caldo preparato dalle nostre guide, abbiamo ripreso la marcia arrivando a Timbain dove abbiamo fatto la scalata di rito e le foto panoramiche.
Poi attraversando gli altipiani di Dekamis, ci siamo incamminati verso Ain Quadette, ma la giornata ventosa ci ha un po' rallentati e per il bivacco notturno ci siamo fermati un po' prima, sulle dune alte, trascorrendo così la seconda notte nel deserto.



Mercoledì 4 aprile

Poco dopo il risveglio abbiamo raggiungiamo il Laghetto di Ain Quadette con sosta e bagno, oltre all'incontro con una famiglia di Nomadi e dromedari.
Abbiamo pranzato mentre ci dirigevamo verso Gour El Kleb dove siamo arrivati nel pomeriggio e fattosi sera ci siamo accampati quindi per la terza notte nel deserto.



Giovedì 5 aprile

Ancora un risveglio sulle dune e poi con molta calma ci siamo rimessi in viaggio trascorrendo così l'intera giornata fra le dune (passaggio da El Mida). Prima del tramonto siamo giunti nei pressi del grande cordone di dune alte e ci siamo fermati per la quarta e ultima notte. Abbiamo montato il campo mentre il sole tramontava all'orizzonte e i nostri figli giocavano a nascondino sulle dune insieme a Mohamed che ci ha conquistati con la sua simpatia e la sua allegria.
Cena, fuoco e una buona nottata anche se sul tardi si è alzato un po' di vento.


Venerdì 6 aprile

Eravamo un po’ di tristi sapendo di dover lasciare le dune tra poche ore, ma ci siamo distratti poco dopo sentendo il rumore del motore di un Camion assistenza che veniva a recuperare un mezzo fermo fra le dune che aveva fuso il motore nei giorni precedenti. Quando tutti eravamo pronti per incamminarci, il Toyota 4 Runner non si è messo in moto perchè la batteria si era scaricata a causa di varie illuminazioni notturne e della caffettiera a candelette. Una strappo e siamo partiti, ma mentre le guide cercavano un varco per superare il grande cordone di dune, li abbiamo visti fermi nei pressi di un albero. Ifah vi si è arrampicato e raggiungendo un nido di corvi dove c’erano due piccoli, li ha presi, ce li ha fatti vedere, e senza maltrattarli li ha rimessi nel nido.

Abbiamo affrontato l'ultimo passaggio tosto, per oltrepassare il cordone di dune e ci siamo ritrovati sull’altipiano piatto di Essebat.

Fatta una sosta e il pranzo al Camping di Ain Essebat, nel pomeriggio, siamo ritornati a Ksar Ghilane. Qui ci siamo salutati con le guide in quanto erano trascorsi i 5 giorni per i quali avevamo richiesto il loro presenza, ossia quel tratto di viaggio in cui la presenza di chi conosce bene il deserto è essenziale per gustarsene meglio il fascino senza correre i rischi dovuti all’inesperienza.
A questo punto del racconto, sono d’obbligo delle considerazioni: anche se ci è un po' mancato il fascino dell’amico Salem (guida del deserto di indiscussa professionalità), siamo stati comunque contenti di aver vissuto con Mohamed e Ifah questa avventura apprezzando soprattutto la freschezza e la spontaneità del suo giovane fratello e l'autenticità Araba di Ifah che sebbene uomo di grande esperienza, non avendo spesso a che fare con i turisti, ne conserva il tipico aspetto e li carattere. Dal punto di vista pratico di guida su sabbia, abbiamo molto apprezzato il fatto di procedere quasi sempre sulle creste delle dune e di scendere raramente nei catini.
Dopo i saluti, il pomeriggio è passato all’oasi fra bagno, e passatempi vari, mentre i figli fraternizzavano con altri ragazzi turisti spagnoli.

La sera abbiamo cenato al ristorante, conto salato.
Da questo momento in poi siamo turisti fra gli altri turisti.
Buona notte.




Sabato 7 aprile

Per Giorgio e Gigi era arrivato il momento di staccarsi dal gruppo per tornare in Italia, ma prima di andarsene hanno avuto il tempo di vedere qualcosa della potente organizzazione del Rally di Tunisia che passa da Ksar Ghilane.

Dopo i saluti e gli arrivederci, il gruppo dei superstiti, formato da 3 famiglie di 4 persone ciascuno, seguendo le orme del Rally e talvolta incrociandolo, è partito alla volta di Douze passando dal Forte Romano, dal Cafè Grand Herg, dal Marabutt, e dal Cafè La Port du Desert ( tutto con il GPS e senza guide).
Notte a Douz in Hotel. Ma prima passeggiata e cena in centro.



Domenica 8 aprile

Dopo la colazione in hotel, abbiamo fatto un giro per la Medina di Douze e poi ci siamo diretti verso Touzeur attraverso lo chott. E anche se il tempo non era dei migliori, non ci siamo negati una visita e un giro sulla superficie salata.
Nel primo pomeriggio siamo arrivati al Camping di Touzeur, affollatissimo come pure gli alberghi cittadini, in quanto tappa finale del Rally di Tunisia.
Approfittando del momento di relax pomeridiano, i ragazzi hanno scoperto la “figli di Pirin Pero s.r.l.) rinomata azienda di bustine di zucchero da collezione, che da quel momento è divenuta insostituibile partner del viaggio.
Come se non bastasse: elezioni di “Miss Italia”
La sera abbiamo fatto una passeggiata e la cena in centro.


Lunedì 9 aprile

La mattina abbiamo lasciato il Camping per visitare Nefta e poi Lariguette (località desertica dove sono state girate delle scene dell'ultimo “Star Wars”) ma abbiamo subito l'attacco di un gruppo di disperati venditori di souvenir che ci ha costretti alla fuga. Seguendo una serie di piste ai margini di zone di chott siamo ritornati verso Touzer e abbiamo pranzato nei pressi dell' aeroporto. A fine pranzo Giusi e i bambini hanno avuto un incontro ravvicinato con un vero cinghiale, che è sbucato dal boschetto, tanto stupore e solo un po' di paura.
Ci siamo rimessi in marcia pensando di percorrere delle piste nello shott, ma un infossamento micidiale ci ha fatto desistere.
Siamo tornati indietro e via asfalto abbiamo raggiunto il paese minerario di Metlaui dove abbiamo dormito in un Hotel (che non consigliamo ad amici)


Martedì 10 aprile

Di mattina abbiamo preso il famoso Trenino turistico “leizard rouge” che parte da Metlaui percorrendo una ferrovia usata per motivi minerari, si inerpica sulle colline, fra gole mozzafiato, ponticelli e gallerie, in un paesaggio surreale anche per la presenza a fondo valle, di un fiumicello.A mezzogiorno siamo ritornati in paese dove abbiamo pranzato con le tipiche pizze arabe condite immancabilmente con uova e arissa e altro.
Nel pomeriggio ci siamo messi in viaggio verso Tamerza percorrendo la famosa Pista di Rommel che come il trenino della mattina, attraversa i monti, raggiungendo il paese di Radaief che sarebbe la stazione finale del treno.
Abbiamo visitato le oasi di Montagna di Chebica, e poi di Tamerza, dove abbiamo passato la notte in un piccolo camping immerso nell’oasi di palme.




Mercoledì 11 aprile

Di mattina, colazione a base di formaggini “President” a causa di una errata traduzione con il giovane gestore del camping, e dopo, visita all'altra Oasi di Montagna di Mides. Percorrendo la via del ritorno, Alfredo e famiglia sono andati a visitare Kairouan, mentre gli altri ci siamo fermati a Gafsa dove si dice che si mangi la miglior carne di agnello della Tunisia. Per quanto ci riguarda è vero, un macellaio infatti ci ha cucinato 4 kg di carne alla brace per 6 persone ed è stato fantastico mangiare ai tavoli sul marciapiede antistante la macelleria in piena città (stile: Cinar, contro il logorio della vita moderna).
La sera siamo giunti ad Hammamet, giro e cena al centro e finalmente abbiamo dormito in un Hotel decente dove i bambini l'indomani hanno pure fatto il bagno in piscina coperta.


Giovedì 12 aprile

Dopo la colazione siamo andati a visitare Nabeul, ma sulla strada abbiamo trovato un negozio di ceramiche dove abbiamo fatto i peggiori affari che si possono fare in Tunisia, pagando il doppio le stesse cose che avremmo potuto comprare poco dopo nel souk.
Nel pomeriggio siamo arrivati a Tunisi, abbiamo visitato SidibuSaid, e alle 19 eravamo già al porto per le pratiche di imbarco.
Alle 21 circa è partita la nave



Venerdì 13 aprile

Nonostante il venerdì 13 e il mare agitatissimo, la traversata è andata bene tanto che alle ore 8 non ci eravamo accorti di essere giunti porto di Palermo e ci hanno quasi buttato fuori dalle cabine.
Dopo lo sbarco, c’è stata l’immancabile sosta all’autogrill per il caffè e qualcuno ha trovato altri 60 dinari nella tasca del giubbotto, un altro si è accorto di avere il Bancomat internazionale col quale avrebbe potuto fare prelievi anche in Tunisia, mentre tutti gli altri hanno pensato … !!!
Alle ore 14 eravamo già tutti a Ragusa, un po’ stanchi per le due settimane di viaggio, ma contenti di essere stati con i nostri figli, sebbene piccoli d’età, in luoghi sicuramente non convenzionali, insieme a compagni di viaggio con cui è stato bello vivere questa avventura.


 

Le fotografie

Le foto di Enzo serie1 serie2 serie3 serie4

Le foto di Giorgio

 

I componenti della spedizione

Giorgio e Gigi
Enzo Francesca Enrica e Sara
Roberto Antonella Francesco e Elena
Alfredo Giusi Andrea e Tancredi